giovedì 9 ottobre 2008

L'INCONTRO CON IL CAPO SEGRETERIA DI MARONI.

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I delegati della Federazione Rom e Sinti insieme,
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Nazzareno Guarnieri di Pescara, Graziano Halillovic di Roma, Sergio Suffer di Brescia e Janovic Nihad di Napoli,
ieri giorno 8 Ottobre hanno incontrato il capo segreteria del Ministro dell’interno Roberto Maroni.
La realizzazione di questo incontro è stato molto complesso ma utilissimo perchè gli argomenti trattati hanno permesso un confronto ampio.
I delegati della Federazione Rom e Sinti insieme dopo aver manifestato la non condivisione delle iniziative straordinarie emanate dal Governo per le minoranze Rom e Sinte, hanno sottolineato la urgente necessità di costruire un dialogo diretto con Rom e Sinti per conoscere, programmare e condividere soluzioni corrette ed utili a tutta la collettività. --br--
I delegati della Federazione hanno illustrato il programma politico e la strategia organizzativa ed hanno sollecitato il riconoscimento dello status di minoranza e la partecipazione attiva di Rom e Sinti.
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1)
Partecipazione attiva
La complessità della realtà e dei bisogni Rom e Sinta in Italia necessità di una rete di monitoraggio che offra dati certi, ad oggi inesistenti, da elaborare sia a livello nazionale che a livello locale, per rilevare la realtà ed i bisogni e per monitorare le discriminazioni
L'apertura di uffici Regionali per Rom e Sinti
con la collaborazione dei Ministeri dell’Interno, del Welfare e delle Pari opportunità, per rilevare dati certi sulla presenza e sulla composizione della popolazione Rom e Sinta, per conoscere a livello regionale la realtà e i bisogni, per monitorare le discriminazioni.
Uffici regionali con la presenza significativa di Rom e Sinti.
Il rilevamento di questi dati ed informazioni sono essenziali per le scelte politiche da adottare e le aree da privilegiare.
L'apertura di un Ufficio Nazionale per Rom e Sinti
per sistematizzare i dati che arriveranno dagli uffici regionali, fondamentale per le scelte politiche nazionali.
Ufficio Nazionale con la presenza di esperti Rom e Sinti.
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2)
Riconoscimento dello status di minoranza
Considerato che circa il 70% di Rom e Sinti sono cittadini Italiani da molte generazioni appartenenti a minoranze etniche, proponiamo che i Ministeri dell’Interno, del Welfare e delle Pari Opportunità si facciano promotori di modificare la legge 15 dicembre 1999, n. 482, per il riconoscimento dello status di minoranza linguistica a Rom e Sinti Italiani. I delegati della Federazione hanno consegnato al capo segreteria del Ministro dell’interno On. Roberto Maroni la seguente bozza già presentata nella scorsa legislatura dall’On. Mercedes Frias.

Proposta di modifica della legge 15 dicembre 1999 n. 482
La legge 15 dicembre 1999, n. 482, definisce il quadro generale per l'attuazione dell'articolo 6 della Costituzione, affidando alle regioni e ai comuni precisi compiti diprogrammazione e di intervento in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche storiche, albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e a quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.
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Durante l’iter parlamentare della legge (atto Camera n. 169 della XIII legislatura) il riferimento alle minoranze Rom e Sinte fu stralciato dal provvedimento, a causa sia di quel pregiudizio culturale, che storicamente accompagna questi gruppi minoritari, sia per una errata interpretazione dei principi della “ Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”
(parte I, articolo 1, lettera c)
che riconosce le “ lingue non territoriali” ovvero le lingue “che, sebbene siano usate tradizionalmente sul territorio dello Stato,non possono essere ricollegate a un’area geografica particolare di quest’ultimo”.
Attualmente i Rom e i Sinti che vivono in Italia sono circa 150 mila, di circa il 70% sono cittadini italiani da generazioni ed il riconoscimento dello status di minoranze linguistiche (già adottato da paesi Europei come Austria, Svezia, Spagna, Ungheria) è il primo atto essenziale per una interazione culturale che contribuirà alla promozione di quei processi di inserimento sociale e formativi in ambito locale e nazionale.
Con questa proposta di legge si intende superare le logiche segreganti e assistenziali per i Rom e i Sinti che hanno condizionato le politiche degli ultimi anni.

La presente proposta di legge, facendo proprie le risoluzioni e le raccomandazioni adottate a livello comunitario, individua le modificazioni alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, necessarie ad estendere alle minoranze rom e sinte la tutela assicurata dalla legge medesima alle popolazioni descritte nell’articolo 2.
La presente proposta di legge oltre ad inserire Rom e Sinti nell’elenco delle minoranze linguistiche a cui la normativa vigente si rivolge, un comma aggiuntivo all’articolo 1 della legge n. 482 del 1999, stabilisce che “la Repubblica promuove lo sviluppo delle lingue e delle culture diffuse in aree del Paese in cui la presenza minoritaria è tale da non poter essere inquadrata nell'ambito della disciplina prevista dalla legge.”
Tale norma recepisce i principi della “ Carta europea delle lingue regionali o minoritarie” (parte I, articolo 1, lettera c) che riconosce le “ lingue non territoriali” ovvero le lingue “
che, sebbene siano usate tradizionalmente sul territorio dello Stato,non possono essere ricollegate a un’area geografica particolare di quest’ultimo”.
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ARTICOLATO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Articolo 1
Alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, sono apportate le seguenti modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
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All’articolo 1, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
“2 –bis. La Repubblica promuove, nei casi e nelle forme che saranno di caso in caso previsti, la valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate di cui al comma 2, anche quando queste sono diffuse in aree del paese in cui la presenza minoritaria è tale da non poter essere inquadrata nell’ambito delle discipline previste dalla presente legge
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Al comma 1 dell’articolo 2 dopo le parole “e croate” sono sostituite dalle seguenti: “, croate, rom e sinte”
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Articolo 2
1) Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, al regolamento di cui al
Decreto del Presidente della Repubblica 2 Maggio 2001, n. 345,
sono apportate le modificazioni necessarie al fine di adeguarlo alle disposizioni della presente legge.
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1 commento:

Giovanni ha detto...

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Da oggi è in rete Direfarebaciare. Luogo di sconfinamenti, con un’inchiesta sulle mafie a Pavia, alcune poesie inedite di Mariella Mehr, un saggio di Laurence Jourdan sull’eugenetica in Europa, la proposta dei volontari di Scampia per il superamento dei campi rom e una inchiesta di Legambiente Sicilia su cementificazione ee ecomafie.

Direfarebaciare è un luogo di sconfinamenti e di sogno, di incontro e di scambio tra persone che ostinatamente non intendono rinunciare all'utopia, né tantomeno separare il pensiero dall'azione.
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Per farla breve: Direfarebaciare avrà una forte connotazione territoriale, di informazione e di denuncia sull'operato delle pubbliche amministrazioni: cosa succede a Pavia, a Vercelli, a Cremona, a Siena, a Genova, a Torino? Tratteremo di mafie e di consumo del territorio; ma guarderemo da vicino anche le svolte epocali che sempre più alimentano quelle migrazioni planetarie di cui oggi intravediamo solo le avanguardie.
Direfarebaciare vuole essere luogo di confronto e di scambio di esperienze "sul campo": tra chi a Scampia e a Pavia svolge attività di volontariato con gli immigrati; tra chi a Catania e a Milano denuncia la soffocante espansione della criminalità organizzata; tra chi a Genova e a Siena si oppone alle speculazioni immobiliari favorite dalle tangenti.
Racconteremo le mafie del nord, le mafie dai colletti bianchi che operano in borsa, che investono nel grande commercio, che edificano e bonificano banconote e che si candidano a bonificare anche le tossine delle grandi aree industriali dismesse; racconteremo di ecomostri autostradali e non; racconteremo di povertà vecchie e nuove.
Racconteremo i disagi dei giovani e degli anziani ghettizzati in quartieri dormitorio privi di servizi; e la vita di chi ogni giorno la rischia lavorando in nero. E insieme a tutto questo anche i grandi temi: gli effetti della crisi della globalizzazione, le nuove povertà e la difficoltà per le famiglie ad arrivare a fine mese. Cercheremo di fare anche proposte concrete. Insomma, uno spazio aperto a tutti quelli che vorranno promuovere una diversa idea di vita e di civiltà.

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